«Fondi Ue, nella Pa le capacità ci sono ma vanno migliorate»

INTERVISTA / MASSIMO SABATINI

Il Dg dell’Agenzia per la coesione territoriale: bene il risultato di dicembre sulla spesa

di Giuseppe Chiellino e Carmine Fotina

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Massimo Sabatini (Imagoeconomica)

Il Dg dell’Agenzia per la coesione territoriale: bene il risultato di dicembre sulla spesa

3′ di lettura

Nel 2020 tutti i programmi operativi finanziati dai fondi europei Fesr e Fse hanno raggiunto i target di spesa. Entro il 2023 devono spendere 29 miliardi di euro, 39 con i fondi agricoli. Massimo Sabatini è da poco più di un anno direttore dell’Agenzia per la Coesione territoriale. Gli abbiamo chiesto se vede un rischio di sovrapposizione con il Recovery plan e quindi ancora più difficile la spesa.

«Il risultato di dicembre è una buona notizia non solo perché raggiunto nell’anno del Covid, con cantieri chiusi per mesi e programmi di investimento delle imprese stravolti. Ma anche perché con oltre 6 miliardi certificati, i target sono stati superati con un buon margine, in linea col profilo crescente dei pagamenti. Inoltre, le spese emergenziali devono ancora in buona misura essere rendicontate e consentiranno un’accelerazione dei pagamenti già nei prossimi mesi. Lo sforzo è ingente, considerando la contemporaneità dei diversi programmi in campo: ma la risposta delle Amministrazioni dimostra che le capacità non mancano».

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Quali sono i progetti più significativi finanziati?

I fondi Ue contribuiscono a numerosi progetti di rilievo: progetti di ricerca nelle specializzazioni intelligenti, l’Alta Velocità Napoli Bari, le metropolitane di Napoli o Catania, gli autobus ecologici e i treni regionali, il sostegno al capitale circolante delle imprese tramite il Fondo Centrale di Garanzia, l’edilizia scolastica, il sostegno alla didattica a distanza e tanti altri

Quali sono i programmi più a rischio disimpegno?

Alcuni Programmi, pur avendo centrato l’obiettivo, hanno livelli di spesa più bassi, anche per effetto dell’incremento delle risorse: è il caso delle Marche, con l’assegnazione aggiuntiva per la ricostruzione post sisma. Altri, come il PON Legalità, stanno facendo sforzi importanti per recuperare. In questi casi, più intenso deve essere lo sforzo amministrativo e più forte la cooperazione rafforzata con l’Agenzia: è anche il caso della Sicilia.

Cosa farete sui programmi in ritardo?

Accanto alla riprogrammazione e all’affiancamento già messi in campo, la partita si gioca sul terreno del rafforzamento strutturale della PA. Per questo la prima sfida per il 2021 è il rapido avvio dell’assunzione di 2800 giovani nelle amministrazioni del Sud per migliorare l’efficacia delle politiche di coesione. Già il Piano Sud 2030 voluto dal ministro Provenzano lo indicava come intervento chiave: lo è ancor di più ora.

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Written by bourbiza

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