Astrazeneca-Ue, è scontro aperto sul vaccino Covid- Corriere.it

La tensione tra Unione europea e aziende produttrici dei vaccini contro il Covid continua a salire.

Dopo due incontri molto tesi, e dagli esiti inconcludenti, tra i rappresentanti dell’Ue e quelli di Astrazeneca — l’azienda farmaceutica che ha sviluppato il vaccino in collaborazione con l’universit di Oxford — oggi l’azienda ha rifiutato un nuovo meeting con il comitato direttivo dell’Unione, previsto per le 18:30. Secondo il ministro della Salute austriaco, citato da Reuters, l’incontro stato riprogrammato per gioved. Secondo fonti dell’Ue citate dall’agenzia Ansa, l’incontoro era stato cancellato, ed stato riprogrammato dopo che l’Unione ha fatto ulteriori pressioni affinch il summit non venisse cancellato.

La versione di AstraZeneca sul ritardo

Nella giornata di oggi, con una intervista pubblicata su alcuni quotidiani europei, l’amministratore delegato di AstraZeneca, Pascal Soriot, aveva fornito le sue spiegazioni sul ritardo annunciato alcuni giorni fa dall’azienda: nel primo trimestre del 2021 le consegne saranno il 60 per cento in meno del previsto. Ci piacerebbe riuscire a produrre di pi, aveva detto Soriot al consorzio Lena, di cui fa parte Repubblica. A febbraio consegneremo all’Europa una quantit soddisfacente, simile agli altri produttori e all’Italia 2,5 milioni di dosi”.

Soriot ha spiegato che la produzione del nostro vaccino composta da due fasi: una la creazione del principio attivo in due stabilimenti in Belgio e Paesi Bassi, l’altra la resa in farmaco, in due centri in Germania e Italia, ad Anagni, dove state facendo uno straordinario lavoro. Le difficolt nascono nella prima fase. Alcuni siti generano pi raccolto, altri meno, come purtroppo accaduto in Europa. Queste disfunzioni capitano quando si aumenta la produzione a centinaia di milioni di dosi di un nuovo vaccino. Abbiamo due mesi di ritardo, ma risolveremo questi problemi. Secondo Soriot, al momento, all’Europa va il 17% della produzione totale del nostro vaccino nonostante gli europei siano il 5% della popolazione mondiale. E poi questo un vaccino no profit per noi. Non ne ricaviamo un soldo.

La destinazione delle dosi prodotte in Gran Bretagna

Fonti del governo britannico citate dal Telegraph hanno spiegato che i tre impianti produttivi britannici potranno rifornire anche altri Paesi, ma non prima che saranno consegnate al Regno Unito i 100 milioni di dosi previsti. Quelle dosi sono per noi e non andranno da nessuna parte, fino a quando i 100 milioni di dosi non saranno consegnati al Regno Unito.

La protesta dell’Unione europea

Fonti Ue hanno per negato che questo sia corretto. Se c’ un problema in uno stabilimento in Belgio, per contratto abbiamo capacit in altri stabilimenti in Europa e nel Regno Unito, ha aggiunto la fonte Ue, secondo quanto riportato dall’agenzia Agi.

Articolo in aggiornamento…

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Written by bourbiza

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