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ecco la strada per il Conte ter

Si apre una settimana decisiva per la maggioranza. Tra pochi giorni è infatti atteso il voto sulla relazione del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, e sarà il primo test per la maggioranza dopo aver incassato una fiducia risicata in Senato. Italia Viva ha infatti già preannunciato il suo voto contrario e una bocciatura del Guardasigilli potrebbe mettere in discussione la capacità dell’esecutivo di poter effettivamente governare. Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ieri ha lanciato un ultimatum: o si allarga la maggioranza entro 48 ore o non rimane altra strada che il voto. Da qualche ora si parla quindi di un governo cosiddetto di salvezza nazionale, che però non sarebbe altro che un Conte ter con una maggioranza allargata anche al centro e di cui potrebbe tornare a fare parte anche Matteo Renzi.

L’incognita maggiore riguarda le dimissioni del presidente del Consiglio, che dovrebbe rassegnarle al Quirinale per formalizzare la crisi. Solo dopo si potrebbe parlare di un allargamento della maggioranza. Le alternative percorribili per Conte, al momento, non sono molte: i numeri in Senato sulla relazione di Bonafede si preannunciano critici nei confronti del governo, che con ogni probabilità vedrebbe bocciato il su0 capodelegazione Cinque Stelle. Un voto che andrebbe quindi ad indebolire l’intero esecutivo nonché il presidente del Consiglio. Che, per questa ragione, potrebbe allora decidere di passare per l’apertura formale della crisi prima del voto su Bonafede in Parlamento: e solo allora lancerebbe un appello a tutte le forze politiche, come già fatto nel suo intervento prima del voto di fiducia, affinché si formi un governo di salvezza nazionale, appunto.

Chiaramente non ci si aspetta un passo avanti in questo senso da parte di tutti i partiti: l’invito è al centro, ma terrebbe conto anche di una compagine di Forza Italia che potrebbe aderire. D’altronde anche Pier Ferdinando Casini, intervenendo alla trasmissione Mezz’Ora in Più, ha ipotizzato praticamente un’operazione di questo tipo: “Conte dovrebbe andare al Quirinale e dimettersi e portare la crisi a un confronto pubblico. Aprire la strada per essere re-incaricato. Recuperare dialogo con Renzi e mettere nel dimenticatoio i personalismi“. Ricapitolando, il passaggio dal Conte bis al Conte ter potrebbe iniziare con le dimissioni del presidente del Consiglio nelle prossime ore, che poi farebbe un passaggio con il presidente della Repubblica, chiedendo un reincarico per la formazione di un nuovo governo: si passerebbe quindi per l’appello alle forze del centro e il voto di fiducia in Parlamento.

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Written by bourbiza

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