100 perdonati e fuga a Mar-a-Lago- Corriere.it

dal nostro corrispondente
WASHINGTON — Niente salve di cannone, niente tappeto rosso. Donald Trump abbandoner la Casa Bianca senza il saluto militare in pompa magna che aveva chiesto. I generali del Pentagono, riferiscono i media americani, gli avrebbero fatto sapere che non proprio il caso. Non si vede per quale motivo un presidente che si rifiutato di riconoscere la vittoria del suo successore, che ha aizzato la folla contro il Congresso, che neanche parteciper alla cerimonia di giuramento, debba essere accompagnato all’uscita con tutti gli onori. Dopo quattro anni di potere rombante, Trump esce di scena dal retrobottega. Non incrocer mai Joe Biden. Non gli lascer la tradizionale lettera di saluti e suggerimenti sulla scrivania nello Studio Ovale. Reietto. Isolato. Marchiato dal secondo impeachment. Accompagnato da un misero indice di approvazione, solo il 29%. A bordo, per l’ultima volta, dell’Air Force One, domani mattina voler a Palm Beach, in Florida. Da l raggiunger il suo resort di Mar-a-Lago e prover a ripartire.

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Innanzitutto potrebbe essere costretto a cercare un’altra casa. Nel 1993 The Donald aveva firmato un accordo con la contea per trasformare la storica residenza costruita a met degli anni Venti in un club. Tra le condizioni spicca il divieto per i soci di soggiornare pi di sette notti consecutive e per un massimo di 21 all’anno. I vicini lo hanno gi avvisato: non puoi abitare in quella villa. Intanto, per, due camion in arrivo da Washington hanno gi scaricato parecchi scatoloni. Potrebbe essere la prima controversia giudiziaria per The Donald. La meno grave, in ogni caso. Trump possiede altri immobili in Florida, ora in uso dei familiari. Oppure potrebbe decidere di vivere per qualche tempo in una propriet vicino al golf club di Bedminster, in New Jersey. Il futuro fosco. L’assalto a Capitol Hill del 6 gennaio ha polverizzato i rapporti con l’establishment repubblicano. All’improvviso si drasticamente sfoltita anche la pletora di cortigiani, postulanti, opportunisti. Restano i sodali di vecchia data, come i lobbisti Roger Stone e Paul Manafort, condannati dai tribunali, ma graziati da Trump nelle scorse settimane.

Oggi potremmo avere qualche indicazione in pi su ci che rimane della vecchia rete. Il presidente uscente perdoner altre 100 persone. Secondo le indiscrezioni sono per lo pi manager o finanzieri colpevoli per reati fiscali, per truffa o corruzione. Nella lista ci dovrebbe essere anche il rapper Lil Wayne, arrestato per possesso illegale di una pistola calibro 45, placcata in oro. Vedremo, invece, se Trump si spinger fino al punto di perdonare se stesso e i suoi famigliari. Inoltre sar interessante verificare se garantir l’immunit a un paio di figure che potrebbero accompagnarlo in questa traversata del deserto politica e personale. E cio: Steve Bannon, lo stratega oltranzista della prima ora, punito dai giudici perch intasc contributi raccolti per la costruzione del Muro al confine con il Messico; Rudy Giuliani, protagonista delle manovre pi assurde e spericolate degli ultimi due anni, imputabile per diversi reati, compresa l’incitazione alla violenza. Nell’elenco non dovrebbe esserci, invece, Julian Assange, fondatore di Wikileaks.

A questo punto davvero difficile immaginare che Trump possa lanciare la campagna per la rielezione del 2024. Il suo primo obiettivo, invece, sar evitare l’incriminazione e la squalifica a vita dagli incarichi pubblici, come conseguenza di un eventuale verdetto di condanna al Senato. Un’ipotesi ancora improbabile, ma non pi impossibile come era stato per la prima volta. Il trauma del 6 gennaio ha travolto anche il resto del clan. La figlia Ivanka sar costretta a riparametrare le sue smisurate ambizioni al nuovo contesto. Un po’ ci ha messo anche del suo, con la storia grottesca del bagno vietato agli agenti della sua scorta. Ci sono poi le trame dei fedelissimi, o presunti tali. Uno proprio in Florida: il Governatore Ron DeSantis ha gi iniziato le manovre di sganciamento. Saranno in tanti a scommettere sulla sopravvivenza del movimento Maga, Make America Great Again, cercando di sostituirsi a Donald.

19 gennaio 2021 (modifica il 19 gennaio 2021 | 10:05)

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Written by bourbiza

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