«Sistema messo a dura prova»- Corriere.it

«L’operatività degli uffici giudiziari milanesi, all’avanguardia in tutta Italia, è stata messa a dura prova e costretta ad affrontare una situazione del tutto impensabile». Così, Giuseppe Ondei, presidente reggente della Corte d’Appello di Milano, illustra l’impatto del Covid sulla giustizia nel territorio maggiormente colpito dalla pandemia, la Regione Lombardia, nel giorno in cui in tutti i distretti si tiene l’inaugurazione dell’anno giudiziario. Un «anno orribile», come l’ha definito il primo presidente della Cassazione, Pietro Curzio. Segnato anche dalle rivelazioni sulle nomine pilotate dalle correnti emerse nel caso Palamara.

Ondei: «Orgoglioso degli uffici»

Il presidente reggente della Corte d’Appello di Milano però ha dichiarato il suo orgoglio per come la crisi è stata affrontata : «Debbo però dire con orgoglio che gli uffici hanno saputo reagire con immediatezza e reggere l’impatto» della pandemia «grazie al grande sforzo e all’eccezionale senso del dovere dimostrato dal personale di magistratura e amministrativo».

Frasca, Palermo: «Violento e pervasivo il controllo della Mafia»

A Palermo il Covid ha fatto rischiare «Il lockdown totale della giurisdizione, evitato solo perché nel periodo di sospensione delle udienze i magistrati hanno continuato a lavorare per la definizione dell’arretrato, in molti casi praticamente azzerandolo», ha sottolineato il presidente della Corte d’Appello, Frasca. Lì il nemico numero uno resta la Mafia. «Cosa nostra continua ad esercitare il suo diffuso, penetrante, violento controllo sulle attività economiche, imprenditoriali e sociali del territorio», ha detto Frasca, specificando che «permane una situazione ‘Palermo-centrica’». Non è un caso che i reati di usura, nel distretto, quest’anno sono cresciuti del 57,55% .

Mura, Roma: «Pandemia stress test»

«Sullo stato delle cose è calata una causa prepotente di ulteriore disservizio: la pandemia» che ha rappresentato un «inedito stress test», ha evidenziato il pg presso la corte d’appello di Roma, Antonio Mura, dando atto dello «spirito e impegno» con cui il mondo giudiziario ha reagito.

Motta, Catania: «Situazione disastrosa»

L’emergenza sanitaria nazionale ha «fortemente condizionato l’andamento della giustizia penale e civile» anche a Catania. Lo ha detto il presidente facente funzione della Corte d’Appello di Catania, Domenico Motta, spiegando che la normativa primaria e i corollari legislativi hanno causato «la stasi pressoché totale dell’attività giudiziaria». Il magistrato lamenta una situazione degli uffici «disastrosa».

Gratteri: «Magistrati prevalentemente onesti»

Il procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, in un’intervista al Fatto Quotidiano smentisce di aver «mai messo in discussione l’impegno dei giudici in contesti difficili». Un’accusa che gli era stata mossa dalle Camere Penali e di Magistratura democratica. «La quasi totalità dei magistrati -con quanto raccontato da Palamara non c’entra nulla. La magistratura è composta prevalentemente da magistrati onesti il cui fine è solo quello di fare giustizia. Certo, c’è chi lo fa meglio, chi peggio, chi è più bravo chi meno, ma questo avviene nella nostra come in tutte le categorie. Quindi c’è anche una percentuale di disonesti, ma non superiore a quella delle altre categorie. Però molto più di altri facciamo pulizia, e lo facciamo in autonomia».

30 gennaio 2021 (modifica il 30 gennaio 2021 | 10:50)

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Written by bourbiza

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