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Sanzioni extra territoriali, la Cina fa scattare le prime contromisure

la risposta di pechino

di Rita Fatiguso

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2′ di lettura

Il primo atto ufficiale del nuovo ministro del Commercio cinese Wang Wentao è tutto all’insegna dell’autodifesa legale e, di certo, non mancherà di lasciare il segno.

Si tratta di un regolamento, già operativo ma flessibile nell’interpretazione, con cui Pechino prende le contromisure sull’applicazione extraterritoriale ingiustificata di leggi straniere per difendersi dalle ritorsioni delle altre potenze mondiali.

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Di cosa si tratta? Il regolamento servirà a proteggere le aziende cinesi da applicazioni ritenute “ingiuste” di normative ad effetto sovranazionale di alcuni Stati nei confronti di persone o aziende cinesi, specie quelle attive nei settori tecnologico e finanziario. Il che implica la possibilità sia di disporre ritorsioni sia di compensare le proprie aziende danneggiate, sia quella di richiedere indennizzi alle aziende straniere che hanno causato un danno a quelle cinesi.

L’esempio della banca europea che si adegua alla richiesta americana di tagliare i ponti con una certa azienda cinese calza a pennello: un tribunale cinese potrebbe condannare la banca europea a risarcire i danni subiti dall’azienda cinese aggredendo i beni della filiale cinese della banca europea.

La Cina, in buona sostanza, si sta sempre più slegando dai vincoli imposti dalle normative ad effetto sovranazionale utilizzate spesso come strumento di pressione contro Pechino. Una spirale senza fine che rischia di mettere in difficoltà gli operatori stranieri che potrebbero trovarsi a dover “scegliere” tra normative contrastanti.

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Written by bourbiza

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