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Covid, ecco le regioni che hanno avuto più vittime nella seconda ondata. Maglia nera a Valle d’Aosta, Veneto e Friuli

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Da settembre a oggi tra le grandi Regioni è il Veneto quella che ha accusato il maggior numero di vittime in rapporto alla popolazione

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Da settembre a oggi tra le grandi Regioni è il Veneto quella che ha accusato il maggior numero di vittime in rapporto alla popolazione

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Ricordate il «modello Veneto»? L’esempio per tutti, la regione virtuosa che durante la prima ondata, grazie a tracciamento e medicina del territorio era riuscita ad arginare la diffusione del Covid-19 a differenza delle regioni confinanti, Lombardia in primis?

La pandemia spesso si diverte a togliere ogni certezza e questo caso non fa eccezione. Se infatti azzeriamo la prima ondata e andiamo ad analizzare l’andamento dell’epidemia nella seconda ondata, prendendo come data convenzionale di partenza il 1° settembre 2020, il Veneto da regione virtuosa diventa una delle peggiori, accanto alle vicine Friuli-Venezia Giulia e Provincia di Trento (e alla minuscola Valle d’Aosta). È insomma il Nord-Est questa volta a dover pagare lo scotto più pesante in termini di vite umane.

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Il dato che certifica questo primato negativo è il numero di vittime per Covid ogni 100mila abitanti. Un numero che non mente, a differenza di quello dei contagi accertati, che dipende dalla capacità di tracciamento delle singole regioni. Con 117 vittime ogni 100mila abitanti dal 1° settembre 2020 al 15 gennaio 2021, il Veneto è primo tra le grandi regioni italiane nell’indice di mortalità. Solo la Valle d’Aosta (196 vittime ogni 100mila abitanti) ha fatto molto peggio – ma su una scala demografica nettamente inferiore – male anche il Friuli-Venezia Giulia (139) e la Provincia di Trento (118). Seguono, ben distanziate, le altre regioni del centro-nord, cioè Liguria, Lombardia, Emilia-Romagna e Piemonte, tutte e 4 con meno di 100 decessi per 100mila abitanti.

Nella prima ondata della primavera scorsa viceversa era stata la Lombardia a spiccare in testa per la percentuale di vittime, seguita da Liguria, Piemonte ed Emilia-Romagna, mentre il Veneto era stato relativamente risparmiato.

LA MORTALITÀ SETTIMANALE

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Si conferma nella seconda ondata la minore mortalità nelle regioni del centro-sud. La differenza rispetto alla prima ondata, che da Roma in giù di fatto aveva risparmiato mezza Italia, si è ovviamente ridotta, ma resta. La Regione con il minor numero di vittime da settembre a oggi è la Calabria (22 ogni 100mila abitanti) ma anche la Campania (con 50) è riuscita a contenere la mortalità. Nel Mezzogiorno insomma si muore meno di Covid e le ragioni andranno indagate. Potrebbe esserci un fattore anagrafico (età media più bassa della popolazione), abitativo (la densità in alcune regioni del Sud è più bassa) o ambientale (il cima è più mite e le persone quindi tendono a stare di più all’aperto).

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Written by bourbiza

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