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«Serve una risposta più veloce»- Corriere.it

Un network per controllare le varianti del coronavirus e intervenire con più velocità per spegnere i focolai. È questo lo scopo del nuovo Consorzio Italiano per la genotipizzazione e fenotipizzazione di Sars-CoV-2 che permetterà di seguire l’evoluzione del virus e di monitorare la risposta immunitaria alla vaccinazione. «Stiamo facendo guerra alla natura e questa è solo una delle prime pandemie che vedremo: i prossimi virus arriveranno dal mondo animale. Dobbiamo imparare in fretta la lezione del Sars-CoV-2 e fare rete per monitorare varianti e circoscrivere eventuali nuove epidemie» spiega il presidente dell’Aifa, Giorgio Palù, promotore del consorzio che riunisce in ministero della Salute e Istituto superiore di sanità . «Puntiamo a costruire un sistema a rete di allerta precoce. Le misure e le risposte ai virus sono sempre le stesse, ma dobbiamo essere più pronti» spiega Gianni Rezza, il direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute. ed è

Dal Brasile la variante più preoccupante

«Siamo in una situazione delicata: mentre si stanno rendendo disponibili i vaccini, (anche se ci sono difficoltà di approvvigionamento del tutto indipendenti dalla volontà dei Paesi) e cominciamo a vedere la luce in fondo al tunnel, emergono varianti del Sars-CoV-2 che destano una certa preoccupazione» spiega Rezza. Mentre quella inglese e quella sudafricana «sembrano rispondere ai vaccini», quella brasiliana è più problematica. «È emersa a Manaus in Amazzonia, ed esistono e esistono dei dubbi sulla completa efficacia dei vaccini». È per questo che serve potenziare il sistema di allerta: « Abbiamo già avuto una riunione con le Riunione e sta per essere emanata una nuova circolare ministeriale sul da farsi, e naturalmente c’è la necessità che il Paese si adegui» e che lo faccia velocemente.

Il monitoraggio della pandemia

Il Consorzio – patrocinato dalla Società italiana di virologia che si farà parte attiva per riunire le competenze virologiche cliniche, di base, veterinarie e bioinformatiche presenti in Italia – prevede proprio un sistema di monitoraggio della pandemia gestito a livello centrale dall’Iss e dal ministero che reperirà le risorse. «Il sistema di sorveglianza deve essere coordinato – aggiunge Palù – e deve porsi degli obiettivi e criteri uniformi. Anche perché i fondi non sono illimitati ed è bene che si remi tutti verso la stessa direzione». E spiega: «Oggi un sequenziamento si fa in breve tempo, ma quello che è più importante è capire come ogni mutazione influisca a livello biologico. Io spero che questo network possa far crescere i nostri migliori giovani scienziati che spesso sono costretti ad andare all’estero. E che aiuti strutture e attività nella ricerca di farmaci e vaccini, anche perché dagli animali verranno i prossimi virus».

«Dopo questa pandemia ce ne saranno altre»

«Le nuovi varianti si affrontano insieme nella Ue con una prospettiva sovranazionale e in raccordo con tutti gli Stati, questo a tutti i livelli iniziando da quello scientifico» afferma Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss) che più volte ha richiamato l’attenzione sulla necessità di «fare rete». «Il network permetterà di utilizzare meglio i fondi a disposizione per la ricerca – spiega il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri – Finirà questa pandemia, ma ve ne saranno altre. E il consorzio sarà utile per i prossimi decenni». Utile non solo alla scienza, ma anche «all’economia nel periodo di convivenza con il virus che durerà per molti mesi ancora. E mano mano che la campagna vaccinale andrà avanti, potremo riaprire le attività in sicurezza anche grazie alla rete di monitoraggio sulle varianti».

La vaccinazione di massa

Il vaccino, quindi, è fondamentale per ridare slancio al Paese. «Nella fase 2 della campagna vaccinale – spiega ancora Sileri – si procederà con le immunizzazioni nelle strutture centrali ospedaliere o nelle strutture periferiche con i dipartimenti di prevenzione. La parte importante sarà individuare coloro che hanno diritto, non tanto per età perché gli over 80 sono facilmente identificabili, ma sarà importante il contributo dei medici di medicina generale e delle Asl, per chi è `under 80´ anni e ha una o due comorbidità, a livello regionale non difficile da fare perché ci sono i codici di esenzione». La fase 3 e 4 invece riguarderà « la maggior parte delle persone che non hanno patologie, per prenotarsi alla vaccinazione si potrà fare con i call center, via online o attraverso le farmacie. Per la vaccinazione si potranno utilizzare i palazzetti di fiera – aggiunge il viceministro – aree molto ampie dove le persone in buona salute potranno accedere, dialogare con il medico, fare la puntura e tornare a casa».

27 gennaio 2021 (modifica il 27 gennaio 2021 | 14:29)

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Written by bourbiza

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