ma non c’è da stupirsi

Quattordici. È il numero dei calci di rigore assegnati al Milan dopo 20 giornate di campionato. Gli ultimi due nella trasferta di Bologna ed entrambi giusti analizzando la dinamica dell’azione alla moviola. Ne mancano quattro per agganciare la Lazio, che nella scorsa stagione fu la squadra ad averne fischiati a favore (18) più di tutte, ma il trend è tale (in media 0.7 a partita) da lasciar presagire che il sorpasso possa avvenire a breve. Se Ibrahimovic sembra avere un problema coi tiri dal dischetto (7 tiri, compresa l’Europa League, 3 gol e altrettanti errori) è Franck Kessié lo specialista dei rossoneri in questa stagione: su 7 battuti in Serie A ne ha trasformati 6, l’unico errore lo ha commesso a novembre scorso contro la Fiorentina toccando una percentuale realizzativa dell’85.7% rispetto al 42.9% dello svedese. Due su due, invece, è la statistica che premia Hakan Calhanoglu.

Quali sono le squadre contro ha ottenuto rigori

Azioniamo il rewind e scopriamo quale è stata la sequenza e la cadenza temporale giornata per giornata: Bologna (1a), Crotone (2a), Inter (4a), Roma (5a), Verona (7a), 2 contro la Fiorentina (9a), Sampdoria (10a), Lazio (14a), Benevento (15a), Torino (17a ), Cagliari (18a), Bologna (20a).

Perché ai rossoneri vengono dati così tanti penalty?

La risposta è da cercare anzitutto nell’interpretazione tattica che Pioli ha adottato per tracciare in campo una squadra molto verticale, che cerca la profondità su Ibrahimovic (e lo ha fatto anche in assenza dello svedese), fa risalire l’azione in fretta, non perde tempo in fraseggi e ha numeri sul possesso palla che offrono una lettura molto fedele delle qualità, della identità e delle intenzioni. Il ‘diavolo’ beneficia di calciatori ‘di gamba’ (come si dice in gergo) quale Theo Hernandez sulla corsia mancina o altri ancora (Rebic, Leao, Calhanoglu, Brahim Diaz) che hanno una discreta abilità nel dribbling, a sfruttare o aggredire lo spazio utilizzando anche le qualità di corridori instancabili (è il caso di Bennacer, Kessié, Saelemaekers).

Milan verticale, nei numeri il segreto di un gioco aggressivo

Alcuni numeri statistici raccolti dalla Lega di Serie A possono aiutare a spiegare questo aspetto. Nel campionato attuale non c’è squadra che abbia battuto un numero maggiore di calci d’angolo (122) rispetto al Milan. Sono 15 i ‘legni’ colpiti. Mentre sono a quota 53 le volte in cui un calciatore rossonero è stato pescato in posizione di fuorigioco. C’è ancora un altro dettaglio molto più esplicativo sul concetto di squadra in pressione costante che si muove per linee verticali e in tempi rapidi: è l’analisi del possesso di palla medio per partita.

Il Milan è nono nella classifica generale: finora ha tenuto la palla tra i piedi per 26’36” nel complesso ma è nella differenza tra la propria metà campo e quella avversaria che s’intuisce come la squadra di Pioli capitalizzi al massimo le proprie caratteristiche: 14’55” vs 11’41”. Cosa vuol dire? Quando i rossoneri attaccano lo fanno in maniera diretta, senza ricorrere né alla ragnatela di passaggi né a una costruzione dal basso che comporta tempi diversi.

Pochi dubbi sui rigori, tranne in alcuni casi

Dei quattordici penalty assegnati al Milan solo in alcuni casi c’è stata qualche ombra. Nulla, però, che prefiguri un errore da parte del direttore di gara o un atto di furbizia da parte dei rossoneri. Qualche dubbio c’è stato in occasione di Milan-Roma a 5a giornata: i capitolini si lamentarono per un contatto inesistente tra Mancini e Calhanoglu e poi ancora tra Pedro e Bennacer. Non erano netti, ma nemmeno è stato sbagliato concederli, i rigori concessi contro Fiorentina (Caceres interviene in maniera scomposta su Hernandez)  oppure contro il Cagliari (Lykogiannis si aiuta con il braccio per ostacolare Ibrahimovic e lo spinge).

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Written by bourbiza

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