Milan, Donnarumma il vero eroe di Bologna: ma ora va blindato. Tonali, adesso si fa dura…

Se il Milan è uscito coi tre punti dal Dall’Ara, lo deve in buona parte al suo portiere in scadenza. In mediana è tornato Bennacer e Sandro ha perso una chance

Il rosso e il nero: ovvero un lato bello e uno meno bello del Milan visto a Bologna. Una partita che, dopo due cadute consecutive, entrambe molto dolorose seppur per motivi diversi, ha ridato convinzione e permesso di riprendere il cammino virtuoso. La sofferenza al Dall’Ara non è mancata, l’ultimo quarto d’ora di partita è stato faticoso ed è prevalso l’affanno sulla capacità di gestire, cosa che lungo la stagione era successa pochissime volte. Ma forse, come ha detto dopo la partita più di un giocatore, dopo due sconfitte di fila l’esigenza primaria era tornare a vincere. L’unica medicina per espellere le tossine nerazzurre assimilate con Atalanta a Inter. Il Milan è tornato da Bologna con tanti sorrisi e qualche ombra, ma la cosa più importante è che Pioli ha ripreso la squadra fra le mani.

Il rosso…

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C’è Leao trequartista a sorpresa e sorprendente, c’è Tomori che pare alla quinta stagione di fila accanto a Romagnoli, c’è Kessie che regge un’intera linea da solo, ma soprattutto c’è lui, Donnarumma. Se andiamo a vedere i dati del match, la partita di Bologna potrebbe sembrare quasi senza storia: dieci tiri a cinque nello specchio a favore del Milan. Eppure quelle cinque conclusioni degli emiliani avrebbero potuto modificare pesantemente il corso della sfida. Che invece è rimasta fra i piedi rossoneri grazie al suo portiere. Tre, in particolare, gli interventi decisivi: su Sansone – parata in stile Neuer (non per nulla il suo modello), allargando gli arti per chiudere lo specchio –, su Dominguez (riflesso eccezionale col braccio sulla conclusione a botta sicura) e su Soriano nel finale. Interventi che nello specifico hanno la valenza di un gol e che in generale trasmettono fiducia e sicurezza a tutti i compagni. Gigio il prodigio, però, ormai non fa quasi più notizia. La vera questione è quella contrattuale. Maldini, prima della partita col Bologna, ha detto un generico “stiamo parlando”, spiegando che il discorso rinnovi era stato momentaneamente congelato per dare la precedenza ai rinforzi di mercato. Giusto. Ora, però, il mercato è (quasi) finito e occorre riannodare i fili con Raiola. Perché il Milan capolista che, per stessa ammissione del d.t. non può più nascondersi di fronte alla parola scudetto, ora ha il dovere di sistemare in tempi rapidi il contratto del suo magnifico portiere. Questione di pianificazione aziendale. E d’immagine anche.

… e il nero

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Le premesse sono d’obbligo e sono sempre le stesse: l’investimento è assolutamente corretto, strategicamente furbo, e l’ex Brescia va aspettato a tutti i costi, anche se disgraziatamente per lui questa stagione non dovesse sbocciare. Detto questo, siamo ormai a febbraio e Tonali non è ancora riuscito ad alzare almeno un po’ l’asticella. Sandro sta mettendo in fila prestazioni monocordi nelle quali fatica a uscire dalla comfort zone. Dove per zona di conforto si intende l’appoggio semplice, la giocata al compagno più vicino, la preferenza per il palleggio orizzontale invece di cercare la profondità. Va detto, a suo beneficio, che il lavoro oscuro è parecchio. Svolto con zelo e scrupolo, tanto da risultare migliore l’interdizione rispetto alla costruzione. Ma per quello c’è Kessie. A Tonali si chiede anche l’intuizione, la capacità di mettere i compagni in superiorità numerica. Il problema, grosso, è che la sua grande chance era proprio quella delle ultime settimane, con Bennacer sdraiato in infermeria. Era un’opportunità grandissima per dimostrare la propria crescita e iniziare a mettere seriamente in difficoltà nelle scelte un allenatore che per lui comunque stravede. Ora Bennacer è tornato, a Bologna ha mosso i primi passi ed è lecito pensare che domenica contro il Crotone riprenderà il suo posto in mediana. Certo, poi riprenderà l’Europa League, ma non c’è più la Coppa Italia, e per Sandro d’ora in avanti le occasioni per farsi trovare pronto diminuiranno. Il Milan lo aspetta, ed è sacrosanto, ma serve qualcosa in più.

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Written by bourbiza

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